Compito delle vacanze 2B

Greco

Svolgi le versioni del volume 1 degli Esercizi

p. 449 n. 18 e p. 532 (con esercizi annessi)

e impara a memoria i temi dei seguenti verbi (i numeri fanno riferimento all’elenco del Manuale da p. 412 a p. 426)

Elenco verbi

Italiano

Leggi interamente Siddharta di Hermann Hesse e svolgi il questionario (da portare entro la fine di gennario)

Puoi scaricare il testo integrale qui

Siddharta

Questionario

 

Eventualmente puoi dare una risposta unica per più domande.

  1. In questo romanzo Hesse cerca di imitare la cadenza narrativa delle leggende orientali. Indica quali sono gli accorgimenti stilistici che contribuiscono a creare quest’atmosfera arcana.
  2. Indica almeno un esempio di discorso indiretto libero, di anafora, di metafora.
  3. Indica le principali ellissi e sommari presenti nel romanzo.
  4. Perché Siddharta non vuole seguire Gotama?
  5. Che cosa rappresenta l’uccello nella gabbia?
  6. Chi sono gli “uomini-bambini”?
  7. Cosa rappresenta il fiume per il protagonista?
  8. Metti a confronto i personaggi di Govinda e Siddharta.
  9. Cerca di spiegare il significato della visione di Govinda mentre bacia la fronte di Siddharta.

 

 

Compito delle vacanze 5 C

Greco: traduci le versioni 13-14 a pp. 272-273 di Τριάκοντα, svolgendo per iscritto un’analisi completa delle forme verbali.

Latino: traduci i testi seguenti

Tacito, Annales, XV, 62-64: la morte di Seneca

  1. Ille interritus poscit testamenti tabulas; ac denegante centurione conversus ad amicos, quando meritis eorum referre gratiam prohiberetur, quod unum iam et tamen pulcherrimum habeat, imaginem vitae suae relinquere testatur: cuius si memores essent, bonarum artium famam fructum constantis amicitiae laturos. Simul lacrimas eorum modo sermone, modo intentior in modum coercentis ad firmitudinem revocat, rogitans «Ubi praecepta sapientiae, ubi tot per annos meditata ratio adversum imminentia?» Cui enim ignaram fuisse saevitiam Neronis? Neque aliud superesse post matrem fratremque interfectos quam ut educatoris praeceptorisque necem adiceret.

 

Prohiberetur: quale deve essere considerato il soggetto? Di che costruzione si tratta?

Che termine può essere sottinteso? Come si rapporta sintatticamente al resto del periodo?

Cuius: qual è l’antecedente (virtuale)? Da che termine è sintatticamente dipendente?

Laturos: da che verbo è retto? Che tipo di struttura costituisce a sua volta?

In che cosa differiscono secondo il tipo di formulazione e costruzione le due prime domande dalla terza, punteggiatura a parte?

Imminentia: che cos’è?

Interfectos: con che termini è concordato?

Quam: qual è l’antecedente?

Ut: che cosa introduce?

Adiceret: qual è il paradigma? Di quale verbo è composto?

 

  1. Ubi haec atque talia velut in commune disseruit, complectitur uxorem et paululum adversus praesentem fortitudinem mollitus rogat oratque temperaret dolori neu aeternum susciperet, sed in contemplatione vitae per virtutem actae desiderium mariti solaciis honestis toleraret. Illa contra sibi quoque destinatam mortem adseverat manumque percussoris exposcit. Tum Seneca gloriae eius non adversus, simul amore, ne sibi unice dilectam ad iniurias relinqueret, «vitae» inquit «delenimenta monstraveram tibi, tu mortis decus mavis: non invidebo exemplo. Sit huius tam fortis exitus constantia penes utrosque par, claritudinis plus in tuo fine». Post quae eodem ictu brachia ferro exolvunt. Seneca, quoniam senile corpus et parco victu tenuatum lenta effugia sanguini praebebat, crurum quoque et poplitum venas abrumpit; saevisque cruciatibus defessus, ne dolore suo animum uxoris infringeret atque ipse visendo eius tormenta ad impatientiam delaberetur, suadet in aliud cubiculum abscedere. Et novissimo quoque momento suppeditante eloquentia advocatis scriptoribus pleraque tradidit, quae in vulgus edita eius verbis invertere supersedeo.

Mollitus: da che verbo deriva? Qual è il paradigma?

Decus: Che caso è?

Mavis: da che verbo deriva?

Sit: come giustifichi questo modo?

Quae: che caso genere e numero è?

Ne: che cosa introduce?

Delaberetur: analizza questa forma verbale

 

  1. Seneca interim, durante tractu et lentitudine mortis, Statium Annaeum, diu sibi amicitiae fide et arte medicinae probatum, orat provisum pridem venenum quo damnati publico Atheniensium iudicio extinguerentur promeret; adlatumque hausit frustra, frigidus iam artus et cluso corpore adversum vim veneni. Postremo stagnum calidae aquae introiit, respergens proximos servorum addita voce libare se liquorem illum Iovi liberatori. Exim balneo inlatus et vapore eius exanimatus sine ullo funeris sollemni crematur. Ita codicillis praescripserat, cum etiam tum praedives et praepotens supremis suis consuleret.

Promeret: da che verbo dipende?

Extinguerentur: come spieghi questo modo?

frigidus iam artus et cluso corpore: quali sono rispettivamente le costruzioni? Di che figura stilistica si tratta?

praedives et praepotens; spiega etimologicamente questi termini.

Aristotele

arist

Circa  le prime,  che  sono  nobili  e  divine,  ci  tocca  di  avere  minore  conoscenza,  giacchè pochissimi  sono  i  fatti  accertati  dall’osservazione  sensibile,  a partire  dai  quali  si possa  condurre  l’indagine  su  tali  realtà,  cioè  su  quanto  aneliamo  di  sapere.

 

The former are excellent beyond compare and divine, but less accessible to knowledge. The evidence that might throw light on them, and on the problems which we long to solve respecting them, is furnished but scantily by sensation.

 

No entanto, sucede-nos que, a respeito daquelas primeiras, que são valiosas e divinas, poucos estudos nos são possíveis (pois com relação àquilo a partir de que poder-se-ia investigar a respeito delas, e com respeito àquilo que ansiamos conhecer, são inteiramente escassos os fatos manifestos conforme a sensação),

 

Quelque admirables et quelque divines que soient les choses impérissables, nos observations se trouvent, en ce qui les regarde, être bien incomplètes. Pour elles, nos sens nous révèlent excessivement peu de choses qui puissent nous les faire connaître, et répondre à notre ardent désir de les comprendre.

 

It has come about that in relation to the former, which possess value—indeed divinity—the studies we can make are less, because both the starting-points of the inquiry and the things we long to know about, present extremely few appearances to observation.

 

It so happens that about the former, although they are divine and honorable, we have very few observations (since the things we can investigate about them and the things we can know about them that are apparent to sensation are really very few), while about the latter, those things that are ephemeral (i.e., plants and animals) we have plenty of information for our understanding, since we live along side them

 

But it happens that we have less opportunity to observe the former, though they are valuable and divine, because altogether few aspects of them, through which someone might investigate them and about which we desire to know, are apparent to our sense faculties.

 

The latter are of the highest worth and are divine, but our opportunities for the study of them are somewhat scanty, since there is but little evidence available to our senses to enable us to consider them and all the things that we long to know about.

 

The former are excellent beyond compare and divine, but less accessible to knowledge. The evidence that might throw light on them, and on the problems which we long to solve respecting them, is furnished but scantily by sensation;

 

Yet it has turned out that our studies of the former, though they are valuable and divine, are fewer (for as regards both those things  on  the  basis  of  which  one  would  examine  them  and  those  things  about them which we long to know, the perceptual phenomena are altogether few).

 

Und es hat sich ergeben, dass uns über jene erstgenannten, die wertvoll sind und göttlich, weniger Einsichten zur Verfügung stehen – denn sowohl hinsichtlich der Ausgangspunkte, von denen her man sie untersuchen könnte, als auch hinsichtlich dessen, was wir über sie zu wissen wünschen, gibt es nur wenig, das aufgrund der Wahrnehmung deutlich ist.«

 

Versione di Platone corretta

Conseguenze eversive della libertà democratica secondo Socrate

L’avversione di Platone per la democrazia ateniese, alimentata dalla condanna a morte di Socrate, trova radicale espressione nella Repubblica dove Socrate stesso, riferendo un suo colloquio con Adimanto, sostiene che una costituzione che afferma la libertà come proprio valore assoluto finisce per mettere in crisi tutte le distinzioni di ruolo, natura e classe su cui si fonda l’ordine sociale.

 

Pre-testo

  • «Quando, direi, una città democratica, assetata di libertà, viene ad avere a suoi capi dei cattivi coppieri, e si inebbria di quella libertà mera più in là del bisogno, e i magistrati, se non siano del tutto remissivi e non largiscano in ampia dose la libertà, li punisce accusandoli come scellerati e oligarchici (…) Non è forza in una tal città che il principio della libertà abbia la sua più totale applicazione?»
  • «Come no?»
  • «E che penetri, o amico, nelle case private, e che l’anarchia ingeneratasi vada a finire sino agli animali?»
  • «In che senso diciamo questo?»
  • «Che per esempio il padre si abitui a farsi simile al figlio e a temere i figli, e il figlio a essere simile al padre, e a non avere più vergogna né paura dei genitori, a fine d’essere libero; che il nemico si agguagli al cittadino, e il cittadino al meteco, e così il forestiero.»
  • «Così infatti avviene», disse.

 

«Ταῦτά τε» ἦν δ᾽ ἐγώ, «καὶ σμικρὰ τοιάδε ἄλλα γίγνεται· διδάσκαλός τε ἐν τῷ τοιούτῳ φοιτητὰς φοβεῖται καὶ θωπεύει, φοιτηταί τε διδασκάλων ὀλιγωροῦσιν, οὕτω δὲ καὶ παιδαγωγῶν· καὶ ὅλως οἱ μὲν νέοι πρεσβυτέροις ἀπεικάζονται καὶ διαμιλλῶνται καὶ ἐν λόγοις καὶ ἐν ἔργοις, οἱ δὲ γέροντες συγκαθιέντες τοῖς νέοις εὐτραπελίας τε καὶ χαριεντισμοῦ ἐμπίμπλανται, μιμούμενοι τοὺς νέους, ἵνα δὴ μὴ δοκῶσιν ἀηδεῖς εἶναι μηδὲ δεσποτικοί.»

«Πάνυ μὲν οὖν» ἔφη.

«Τὸ δέ γε» ἦν δ᾽ ἐγώ «ἔσχατον, ὦ φίλε, τῆς ἐλευθερίας τοῦ πλήθους, ὅσον γίγνεται ἐν τῇ τοιαύτῃ πόλει, ὅταν δὴ οἱ ἐωνημένοι καὶ αἱ ἐωνημέναι μηδὲν ἧττον ἐλεύθεροι ὦσι τῶν πριαμένων. Ἐν γυναιξὶ δὲ πρὸς ἄνδρας καὶ ἀνδράσι πρὸς γυναῖκας ὅση ἡ ἰσονομία καὶ ἐλευθερία γίγνεται, ὀλίγου ἐπελαθόμεθ᾽ εἰπεῖν».

«Avvengono queste cose – io dicevo – ed altre simili bagattelle: un maestro in una tale realtà teme ed adula gli alunni, gli alunni disprezzano i maestri e così anche i pedagoghi; e in generale i giovani divengono simili ai vecchi e li emulano nelle parole e negli atti, mentre i vecchi accondiscendendo ai giovani divengono pieni di giocosità e umorismo, imitando questi, per non sembrare sgradevoli o autoritari».

-«È proprio così», disse.

«Ma – io dicevo – il colmo, caro mio, della libertà della massa che si verifica in tale città, si ha quando schiavi e schiave non sono meno liberi di chi li compra. Quale uguaglianza di diritti e libertà abbiano lo donne rispetto agli uomini e gli uomini rispetto alle donne, quasi ci scordavamo di dirlo.

 

Post-testo

  • «Con Eschilo, dunque» disse,

     «direm quel ch’ora ci salì sul labbro?»

  • «Perfettamente» feci, «e anche io così dico. E quanto la condizione degli animali stessi sottoposti all’uomo sia più libera qui che non altrove, è cosa che uno non crederebbe senza averlo provato. Le cagne, infatti, secondo il proverbio, diventano addirittura tal quali le padrone, e i cavalli e gli asini, avvezzati a procedere in piena libertà e dignità, vanno a dar di cozzo per la strada in chi incontrano se non si scansa, e così ogni altra cosa diventa piena di libertà». (trad. F. Gabrielli, adatt.)

 

Questionario

Mostra qual è la modalità argomentativa impiegata da Socrate in questo passo, soffermandoti sulla sequenza tematica e sulle principali strutture retoriche.

L’attacco alla πόλις democratica avviene attraverso la presentazione in sequenza delle conseguenze disgregatrici delle relazioni sociali che l’eccesso di libertà comporta. Il risultato è sostanzialmente una climax, per gli effetti sempre più assurdi che agli occhi di Socrate comporta lo scambio di ruoli: in primo luogo l’alterazione del rapporto fra padri e figli, poi fra cittadini e non cittadini, quindi fra maestri e allievi e fra anziani e giovani.  Particolarmente paradossali dovevano poi apparire rispetto al pensiero antico le equiparazioni fra liberi e schiavi e fra uomini e donne, trattate immedatamente prima di quella fra uomini e animali. Nel passo, tutto fondato sulla logica del ribaltamento, peso determinante è assunto dal poliptoto presente più volte in posizione chiastica, in un caso con variatio (διδάσκαλός… φοιτητὰς …, φοιτηταί τε διδασκάλων ; οἱ μὲν νέοι πρεσβυτέροις …, οἱ δὲ γέροντες … τοῖς νέοις; Ἐν γυναιξὶ δὲ πρὸς ἄνδρας καὶ ἀνδράσι πρὸς γυναῖκας)