Versione di Plutarco

Καὶ μὴ μόνον ἐκεῖνο τὸ θρυλούμενον ἀκηκοὼς ἔστω

Καὶ μὴ μόνον ἐκεῖνο τὸ θρυλούμενον ἀκηκοὼς ἔστω, ζῳγραφίαν μὲν εἶναι φθεγγομένην τὴν ποίησιν, ποίησιν δὲ σιγῶσαν τὴν ζῳγραφίαν, ἀλλὰ πρὸς τούτῳ διδάσκωμεν αὐτὸν ὅτι γεγραμμένην σαύραν ἢ πίθηκον ἢ Θερσίτου πρόσωπον ἰδόντες ἡδόμεθα καὶ θαυμάζομεν οὐχ ὡς καλὸν ἀλλ’ ὡς ὅμοιον.

E non solo apprenda bene quel detto comune secondo cui la poesia è pittura parlante e la pittura poesia silente, ma insegnamogli inoltre che se vediamo una lucertola o una scimmia o una faccia di Tersite dipinti proviamo piacere e ammirazione non perché sia qualcosa di bello ma per la sua somiglianza.

ἀκηκοὼς ἔστω è una forma perifrastica di imperativo perfetto attivo (=ἀκηκοέτω) con sfumatura stativa (“abbia udito” cioè “conosca”): il soggetto è il giovane.

L’infinitiva che segue (ζῳγραφίαν μὲν εἶναι φθεγγομένην τὴν ποίησιν, ποίησιν δὲ σιγῶσαν τὴν ζῳγραφίαν: attenzione, i soggetti sono quelli preceduti dall’articolo!) ha valore epesegetico rispetto a ἐκεῖνο τὸ θρυλούμενον, cioè l’oggetto di  ἀκηκοὼς ἔστω

οὐσίᾳ μὲν γὰρ οὐ δύναται καλὸν γενέσθαι τὸ αἰσχρόν· ἡ δὲ μίμησις, ἄν τε περὶ φαῦλον ἄν τε περὶ χρηστὸν ἐφίκηται τῆς ὁμοιότητος, ἐπαινεῖται.

Di per sé ciò che è brutto non può diventare bello; ma l’imitazione è oggetto di lode se ha raggiunto la somiglianza nei difetti o nei pregi.

οὐσίᾳ=nella sua essenza

γενέσθαι= infinito aoristo che esprime l’azione come puntuale (non come passata)

ἄν = ἐάν: introduce una protasi del II tipo (eventualità) con il congiuntivo. Essendoci un congiuntivo aoristo (ἐφίκηται, da ἐφικνέομαι), quest’ultimo può anche essere reso in italiano in relazione di anteriorità (ma si può benissimo tradurre “se raggiunge”)

τῆς ὁμοιότητος genitivo retto dal verbo

καὶ τοὐναντίον ἂν αἰσχροῦ σώματος εἰκόνα καλὴν παράσχῃ, τὸ πρέπον καὶ τὸ εἰκὸς οὐκ ἀπέδωκεν.

Ma al contrario se presenta un’immagine bella di un corpo brutto , essa non ne ha riprodotto la corrispondenza e la somiglianza.

καὶ τοὐναντίον: accusativo avverbiale  con crasi

παράσχῃ: congiuntivo aoristo da παρέχω: il soggetto è sempre ἡ μίμησις

τὸ πρέπον καὶ τὸ εἰκὸς: participi sostantivati, rispettivamente presente e perfetto attivo.

ἀπέδωκεν: aoristo

γράφουσι δὲ καὶ πράξεις ἀτόπους ἔνιοι, καθάπερ Τιμόμαχος τὴν Μηδείας τεκνοκτονίαν καὶ Θέων τὴν Ὀρέστου μητροκτονίαν καὶ Παρράσιος τὴν Ὀδυσσέως προσποίητον μανίαν καὶ Χαιρεφάνης ἀκολάστους ὁμιλίας γυναικῶν πρὸς ἄνδρας.

Alcuni raffigurano anche azioni mostruose, come Timomaco l’uccisione dei figli da parte di Medea, Teone il matricidio da parte di Oreste, Parrasio la pazzia simulata di Odisseo e Cherefane incontri osceni di uomini e donne.

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