Versione corretta

Traditore o benefattore?

 

Il resoconto degli eventi del 198 a. C., quando le Leghe Etolica e Achea chiesero aiuto ai Romani per liberarsi dall’ingerenza della già alleata Macedonia di Filippo V, è il pretesto per una pragmatica riflessione di Polibio sull’etica della politica.

 

Pre-testo: Mi capita spesso di riflettere con meraviglia sulle varie forme degli errori umani, soprattutto in relazione ai traditori. Voglio perciò discorrerne per quanto può essere utile in questo caso, benché non ignori che la questione risulta problematica e complessa: non è infatti facile mostrare chi deve essere considerato veramente traditore.

 

Δῆλον γὰρ ὡς οὔτε τοὺς ἐξ ἀκεραίου συντιθεμένους τῶν ἀνδρῶν πρός τινας βασιλεῖς ἢ δυνάστας κοινωνίαν πραγμάτων εὐθέως προδότας νομιστέον, οὔτε τοὺς κατὰ τὰς περιστάσεις μετατιθέντας τὰς αὑτῶν πατρίδας ἀπό τινων ὑποκειμένων πρὸς ἑτέρας φιλίας καὶ συμμαχίας. Ἐπείτοι γε πολλάκις οἱ τοιοῦτοι τῶν μεγίστων ἀγαθῶν γεγόνασιν αἴτιοι ταῖς ἰδίαις πατρίσιν.

Ἐξ αὐτῶν τῶν ἐνεστώτων ῥᾳδίως ἔσται τὸ λεγόμενον κατανοεῖν. Εἰ γὰρ μὴ σὺν καιρῷ τότε μετέρριψε τοὺς Ἀχαιοὺς Ἀρίσταινος1 ἀπὸ τῆς Φιλίππου συμμαχίας πρὸς τὴν Ῥωμαίων, φανερῶς ἄρδην ἀπολώλει τὸ ἔθνος. Νῦν δὲ χωρὶς τῆς παρ’ αὐτὸν τὸν καιρὸν ἀσφαλείας ἑκάστοις περιγενομένης, αὐξήσεως τῶν Ἀχαιῶν ὁμολογουμένως ὁ προειρημένος ἀνὴρ αἴτιος ἐδόκει γεγονέναι.

È chiaro che non bisogna immediatamente giudicare traditori quegli uomini che di punto in bianco stipulano accordi con re o sovrani, né chi nelle situazioni difficili porta la propria patria ad amicizie o alleanze diverse da quelle preesistenti. Tali uomini infatti sono stati spesso causa di grande bene per la loro patria.

Dai fatti stessi sarà possibile comprendere facilmente quel che voglio dire. Se infatti Aristeno al momento opportuno non avesse convertito gli Achei dall’alleanza con Filippo a quella con i Romani, certo il suo popolo era del tutto spacciato. Ora, senza parlare della sicurezza che ne derivò per ciascuno in questa precisa circostanza, l’uomo suddetto appariva agli occhi di tutti essere stato artefice della prosperità degli Achei.

 

Post-testo: Perciò tutti lo considerarono non come traditore, ma come benefattore e salvatore della regione.

 

1 Autorevole capo dell’ambasceria inviata dagli Achei ai Romani.

 

Questionario

Il senso generale del penultimo periodo richiederebbe ἄν a determinare ἀπολώλει: perché? Tenendo presente il valore temporale e aspettuale del verbo, come può giustificarsi dal punto di vista espressivo l’assenza di questa particella?

Quali sono gli obiettivi che Polibio considera determinanti nell’orientare l’agire politico?

Si tratta di un periodo ipotetico misto, con la protasi della irrealtà al passato (εἰ + indicativo aoristo), ma l’assenza di ἄν nell’apodosi riporta l’apodosi alla dimensione dell’oggettività-realtà, rafforzata del resto dalla presenza del piuccheperfetto che rappresenta icasticamente la (immaginata) rovina degli Achei come conclusa e definitiva.

L’azione politica secondo Polibio deve essere guidata da un’etica sostanzialmente pragmatica, volta a garantire da un lato la sicurezza (ἀσφάλεια) della popolazione rispetto alle minacce esterne, dall’altro l’αὔξησις, la prosperità vista come accrescimento delle proprie fortune, obiettivi rispetto ai quali la stessa fedeltà alle alleanze appare negoziabile secondo il καιρός.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.